Ricerca termini all'interno del sito
CELLULITE: L’APPROCCIO AYURVEDICO.
Inserito il 30 Dicembre 2009 - Dott.ssa Antonella Bursi - Categoria: Questo mese parliamo di

Tessuto adiposo che colpisce  anche le persone magre, solitamente di  sesso  femminile.

Si localizza in una distribuzione in estetica esternamente che, a volte,  può provocare anche dolore.

Può risultare  a formare  piccole zolle fino a grandi zolle e poi addirittura  forma un aspetto a  materasso.

Le cause  sembrerebbero  ormonali: estrogeni endogeni, (di produzione individuale ) ed  estrogeni esogeni ( eso: esterno : pillola anticoncezionale, cibi arricchiti fraudolentemente di estrogeni).

Innegabile  causa  è lo stile di vita sedentario e l’alimentazione.

In ayurveda, come ho già scritto, i blocchi di qualsiasi tipo,   vuoi cellulite  o altri  (fibromi, cisti) che  il tessuto linfatico non riesce a drenare  sono causati da ama ossia tossine   anche definibile come  cibo non digerito.

Per diminuire ama occorre aumentare  agni ossia il fuoco digestivo, questo come  prevenzione.

Come   terapia  occorre trasportare ama dalle zone periferiche (gambe, braccia addome ) alle zone centrali  (intestino) dove verrà escreto per vie naturali  (virechana – uso di purgativi e basti - clisteri medicati) ( virechana e basti sono due delle cinque pratiche del PANCHAKARMA).

Il massaggio ayurvedico per la cellulite generalmente è antikapha  quindi ottimi  sono gli oli caldi (sesamo),  i massaggi vigorosi, che durano a lungo,  quotidiani e drenanti in senso centrifugo e centripeto ( dal bacino ai piedi e  dai piedi verso il bacino).

Dopo un bel massaggio antikapha generalmente si sentirà l’urgenza ad urinare.

Esistono inoltre, per zone  difficili  di consistenza dura elastica insomma di vecchia data, una  metodica conosciuta come pinda swedana, che consiste in un tamponamento simmetrico ( ossia tramite due operatori che agiscono simultaneamente)  con sacchettini  ripieni di erbe medicinali  opportunamente oleati e scaldati

Dopo il massaggio con olio generalmente segue la sauna con vapori, swedana,  simile al ben conosciuto bagno turco.

La sauna può essere anche fatta solo localmente ( sull’addome, pancia e fianchi o body con la  testa al di fuori del vapore ( quindi ben sopportabile da chiunque).

I risultati sono ottimi  se la cellulite è giovane: si possono perdere anche un kg al giorno solo con massaggi e sauna .

In caso di cellulite di più vecchia data, tali massaggi sarebbero da inglobare nel panchakarma.   Essa e’ una pratica purificatoria da effettuare dopo i 35- 40 anni  almeno per due volte all’anno. (controindicata  nei  bambini  prima del 7 anno, donne incinte e persone seriamente  debilitate con tumori, tbc, hiv, ecc.)

In relazione al   panchakarma, o pratica delle cinque azioni,  la persona deve  seguire  una dieta  sia prima , durante e dopo.

 La dieta è  generalmente  priva di alimenti unti, stantii ( farine bianche e lievitate , pane, cibi in scatola, congelati, riso brillato, zucchero bianco,  ) e ricca di alimenti vivi e freschi ( verdure crude, ben tritate ed insalivate, cereali in chicchi e legumi ben cotti e speziati in maniera forte ed oleati) .

 Il peperoncino rosso non  e’ permesso, troppo piccante, oltre ad   appartenere alla famiglia delle solanacee, le spezie invece ok  sono  il pepe nero, l’ajovan, lo zenzero, i chiodi di garofano, timo,  origano,  salvia,  cumino, coriandolo, finocchio,  curcuma.

I virechana  e i basti  (ossia purghe e clisteri) devono essere preceduti  e seguiti da questa dieta con prodotti erboristici che aumentano agni, almeno per un mese.

Inizia tutto con la pratica dell’oleazione interna che dura circa  una settima prima del giorno  virechana, o purga, (da fare in ambiente  medico ) .

La sera  si prende  olio di ricino e la mattina  a digiuno  cucchiaini di grut o ghee medicato in quantità crescenti.

Il significato dell’oleazione interna prima della purga e dei clisteri viene  spiegato con un paragone. 

Il paragone del corpo umano adulto e del pezzo di stoffa macchiato in letteratura ayurvedica è molto forte e significativo.

Per riavere in buono stato un pezzo di stoffa  macchiato   non  serve colorarlo con un altro colore, mascherando la pecca, perché  il colore non sarà omogeneo…Il metodo è togliere prima la macchia.

 Aggiungerei che le macchie  vecchie oleose e appiccicose  come è  caratteristica delle tossine (AMA)  si cercano di sciogliere  prima con altro olio fresco più idrosolubile. Come facevano le massaie di una volta oliavano con altro olio una  vecchia macchia di olio.  

Per l’ayurveda il principio del panchakarma  non è quello di lavare l’intestino con molta acqua ma di togliere le macchie.

 Allora non ci sarà bisogno di  lavare troppo energicamente  rischiando di seccare le  mucose  intestinali o irritandole: la terapia infatti   si avvale  di basti o clisteri  di acqua bollita  da 300- 500 ml al  massimo al giorno e non tutti i giorni, arricchiti di oli ed erbe.

 A conferma della dolcezza del tutto chi ha fatto già tali pratiche generalmente le rifà volentieri anche virechana (purga fino a far passare acqua quasi  trasparente )  trattamento che è il  meno gradito .

Inoltre vivo  è  il ricordo  della chiarezza e della leggerezza non solo del corpo ma anche dei sensi dopo aver fatto virechana. La vista, l’olfatto  l’udito, il tatto migliorano e  si sente  un appetito  sano che si sazia ai successivi  pasti frugali.

Già ci si sente un po’ più giovani il giorno dopo virechana.

 Il ringiovanimento vero e proprio,  o rasayana si fa dopo il panchakarma. 

Il mantenimento dei risultati è  necessario.  Non si deve ossia ritornare allo stato di vita precedente (pigrizia intestinale, vita sedentaria,   alimenti no, respirazione ansiosa ed inefficace) . Tuttavia  i risultati durano da uno a due anni dopo comunque.

Per aumentare agni la respirazione è importante perché l’ossigeno brucia.

PRANAYAMA : KANAPATI - la respirazione ayurvedica

Dopo aver preso dimestichezza  con la respirazione  normale:  espirazione  che dura  il doppio dell’inspirazione  e con giusta espansione toracica e addominale  in inspirazione…

Per bruciare i grassi, l’espirazione deve essere,  in  kanapati,  eseguita con forte  contrazione volontaria  addominale   e  facendo uscire l’aria dal naso.

Le mani a coppetta e la flessione in avanti in posizione dell’eroe possono  aiutare.

I più esperti possono  farla anche    su una sedia  almeno per una  dozzina di volte un’ ora dopo mangiato.
 

Copyright 2006 AyurvedaItalia.it - Tutti i diritti riservati - Contatti: redazione@ayurvedaitalia.it

Avvertenza: Tutte le informazioni riportate in questo portale sono a scopo divulgativo dell’Ayurveda,
quindi non sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici.

P.IVA: 01162470882